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Il
Club Milanese Autoveicoli d'Epoca (CMAE) nasce nel 1959.
L'ASI nasce nel 1960 ; e la Manovella, suo organo ufficiale, esce
per la prima volta nel giugno del 1961.
Negli
anni '60 tuttavia, non e' ancora possibile parlare di un mercato
delle storiche in Italia, mentre in Inghilterra il fenomeno "auto
d'epoca" ha gia' una sua dimensione, e con essa un suo set
consolidato di quotazioni.
In
Italia si inizia a parlare di prezzi delle storiche e "speciali"
nei primi anni 70, quando si poteva acquistare una Miura in buono
stato per 1 milione.
Milano
e', al solito, pioniere anche nel fenomeno "classiche",
ed e' proprio in Lombardia che nascono i primi operatori del settore
auto d'epoca e speciali : Ignazio Manzo, collezionista e commerciante
free-lancer; Franco Weiss e Beppe Cavalli, con il loro salone di
via Cimarosa; Giancarlo Cappa, che promuove il Club-Consorzio Aurelia
Aprilia ; i fratelli Valerio e Cristiano Luzzago, che nel 72 iniziano
la loro attivita' di ricambisti ; e molti altri ancora. Nel 1975
si puo' acquistare un MK II Jaguar per 1 milione/1 milione e mezzo
; mentre gli E-type battono gia' sui 3-5 milioni.
Qualcosa
si sta muovendo : nel 1980-1981 gli XK Drophead belli costano gia'
15-25 milioni, in tempi in cui la "restauromania" non
e' ancora decollata. Nei primi anni 80 il fenomeno auto d'epoca
s'intensifica ; e dalla fine dell'86 l'evoluzione dell'interesse
per le storiche assume un andamento veramente esponenziale.
Gli
anni 87, 88 e 89 vedono una pirotecnica esplosione delle quotazioni,
un fenomeno senza precedenti, con molte analogie con l'ascesa dei
prezzi dei titoli della borsa USA negli anni 27, 28 e 29.
Molte persone che hanno sempre trafficato in altre attivita', si
lanciano con entusiasmo nel commercio delle storiche, che sembra
assicurare guadagni inesauribili.
Gli
esemplari piu' interessanti passano da commerciante a commerciante,
e acquistano, ad ogni transazione, un ricarico di 5, 10, 15, 20
o piu' milioni.
La spirale dei prezzi sembra non fermarsi mai, e nessuno si chiede
se ha senso che una F40 costi 1 miliardo e 800 e un 275 GTB 1 miliardo.
Il fenomeno ha assunto una dimensione mondiale.
Tutti,
operatori, commercianti, collezionisti, analisti, sono inconsciamente
convinti che l'investimento nelle storiche sia uno dei sistemi piu'
sicuri per arricchirsi in fretta, cosi' come nel 29 a Manhattan
si creavano societa' all'unico scopo di quotarle in borsa ; e ogni
americano, dal Presidente all'ultimo lustrascarpe negro di Savannah,
era convinto che la ricchezza illimitata creata dal continuo rialzo
dei titoli fosse alla portata di tutti.
Nella
primavera del 90 circola la voce di un Ferrari BB venduto per 800
milioni ! Poi, qualche mese dopo sentiamo per la prima volta un
operatore affermare che i BB stanno scendendo di prezzo : la "bolla"
era scoppiata !
Le quotazioni delle storiche non ebbero crolli improvvisi come nei
martedi' e venerdi' neri dell'ottobre del 29 ; la discesa fu piu'
progressiva, ma altrettanto inesorabile. Gli anni 91, 92, 93 e 94
videro un calo delle quotazioni altrettanto rapido di quanto era
stata l'ascesa delle stesse negli ultimi anni 80 ; e finalmente,
nel 95-96 si arrivo' ad un plafond, un "supporto", al
livello del quale le quotazioni si stabilizzarono.
Ora,
se analizziamo l'andamento dell'indice Nikkei della borsa di Tokio
dall'85 al 95 osserviamo un diagramma decisamente simile a quello
delle quotazioni delle auto storiche nello stesso periodo: per tutti
gli anni 80 il Nikkei sale fino a toccare un massimo di 39000 punti
nell'89, quando una recessione mondiale mette per la prima volta
in crisi l'incontenibile economia nipponica.
Gli
USA, grazie al dinamismo senza confronti del loro sistema, escono
dalla recessione in meno di 11 mesi ; mentre il Giappone a tutt'oggi
non ne e' ancora uscito ; e 'indice Nikkei vale oggi 14000 punti.
Furono
i tycoons della rampante economia e finanza giapponese degli anni
80, con la loro smania di comprarsi storia, cultura e stile dell'occidente,
a far lievitare assurdamente le quotazioni delle auto storiche,
creando una classica "bolla" speculativa che scoppio'
alle prime avvisaglie dell'irreversibile crisi giapponese ?
Probabilmente,
molto probabilmente, si.
Maurizio
Toscani
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